Riproponiamo una intervista a Dante De Angelis che la collega Alessandra Valentini ha raccolto per La Rinascita pochi giorni fa.
"Ho fatto la cosa giusta ed esercitato il ruolo di Rls"
Intervista a Dante De Angelis
di Alessandra Valentini
Nel cuore di agosto ha occupato per giorni le prime pagine di tutta la stampa nazionale, tv e web compresi, unanime la levata di scudi in sua difesa, i lavoratori hanno dato vita a blog e appelli per il suo reintegro, i pendolari hanno espresso solidarietà, le Ferrovie dopo aver mostrato i muscoli sono costrette a dare spiegazioni a più riprese. Il licenziamento del macchinista e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza Dante De Angelis, redattore della rivista Ancora In Marcia!, lavoratore cosciente e “militante”, non è passato inosservato
. De Angelis, già licenziato nel 2006 (ma riassunto) sempre per la sua attività di Rls, viene colpito ancora una volta perché ha evidenziato problemi di sicurezza sui treni. Se le Ferrovie nel 2006, dopo un licenziamento politico che hanno dovuto rimangiarsi (comminando un giorno di sospensione!), pensavano di aver intimidito e ridotto al silenzio Dante, ed averlo indotto a fare gli interessi del “padrone” anziché quelli del servizio pubblico, hanno sbagliato di grosso i calcoli. Anche questa volta la risposta del mondo del lavoro e politico non si è fatta attendere: dall’Assemblea nazionale dei ferrovieri al Sap, Sdl, Fiom, Cgil, da Giro (Fi) a Diliberto, che ha parlato di «licenziamento antisindacale da ritirare subito».
Dante, sei stato licenziato dalle Ferrovie perché ti accusano di aver dichiarato il falso in merito agli spezzamenti avvenuti sugli Etr 500 nel mese di luglio, che le Fs avevano sapientemente celato, e per aver procurato danni all’immagine dell’azienda. La mera cronaca dei fatti dimostra che non hai detto nulla di falso, lo stesso Moretti il 24 luglio ha parlato di “difetto di progettazione”. Ma come commenti le motivazioni delle Fs per il tuo licenziamento?
Le trovo del tutto irragionevoli; le mie dichiarazioni riguardo lo spezzamento seguivano e riguardavano i numerosi incidenti – potenzialmente gravissimi e rimasti fortunatamente senza conseguenze – avvenuti negli ultimi mesi proprio agli Etr, le cui cause sarebbero da ricercare nella progettazione, nella manutenzione, nel controllo o nell’usura. Al di fuori di queste ipotesi non restano che i fantasmi o gli spiriti maligni.
Sei macchinista e Rls, protagonista di momenti di denuncia di situazioni di pericolo relative ai numerosi incidenti ferroviari, da Crevalcore a Roccasecca, fino alla vicenda del famoso Vacma e delle porte killer. Rifaresti quello che hai fatto?
Sono convinto di aver fatto la cosa giusta e di aver esercitato davanti a fatti comunque gravi, il diritto dovere di segnalare, anche come Rls, i potenziali rischi, criticare e manifestare il mio pensiero su episodi che solo per fortuite circostanze casuali non hanno prodotto conseguenze irreparabili.
Da più parti hai ricevuto solidarietà e azioni di mobilitazione, in molti hanno parlato di accanimento delle Fs nei tuoi confronti. Che ne pensi?
Non voglio neanche ipotizzare che un gruppo industriale possa attaccare individualmente una persona mediante l’odioso ricatto occupazionale. Penso piuttosto che alcuni dirigenti delle Fs soffrano di un retaggio autarchico di quando – Ferrovie dello Stato – si governavano da sé, senza dare conto a nessuno né delle scelte gestionali né di quelle relative alla sicurezza. Noi Rls per svolgere il nostro mandato inevitabilmente ci scontriamo con i vertici aziendali e non siamo adeguatamente tutelati.
Con il tuo secondo licenziamento c’è l’impressione che si voglia colpire un lavoratore per intimidire e chiudere la bocca a tutti. In realtà non sei stato il solo a denunciare alcuni problemi ed incidenti che negli ultimi mesi hanno interessato i treni.
Fortunatamente non sono solo. Molti altri Rls lavorano alacremente per migliorare le condizioni di sicurezza di ferrovieri e viaggiatori. Quindici Rls sull’episodio specifico degli spezzamenti hanno scritto al ministro Matteoli e a Moretti e dichiarato alla stampa le stesse mie preoccupazioni. Nei mesi scorsi, tutti insieme, abbiamo presentato numerosi esposti sulla sicurezza, anche degli Etr, in relazione ai guasti meccanici degli Etr 480, alle porte killer, ed all’inverosimile perdita del “tetto” di un treno in piena velocità sulla direttissima Roma Firenze.
Ti riferisci all’episodio del 5 aprile per il quale le Ferrovie parlavano di un oggetto metallico sui binari?
Esatto.
Le prossime mosse?
La fase legale è già cominciata con l’impugnativa del licenziamento davanti alla Direzione provinciale del lavoro di Roma. Trascorsi 60 giorni sarà possibile presentare il ricorso al giudice del lavoro. Spero che la revoca del mio licenziamento e di quelli dei compagni di lavoro delle officine di Genova ingiustamente licenziati per una mera irregolarità nella timbratura del cartellino, arrivi a seguito della mobilitazione delle lotte che i ferrovieri e le loro organizzazioni sindacali sapranno mettere in campo.
Ma in queste condizioni come si fa a fare l’Rls ?
In un quadro di arretramento del mondo del lavoro me lo chiedo anch’io, non siamo riusciti ad introdurre nel Testo unico una formula che garantisse i delegati dalle ritorsioni aziendali, e oggi siamo a interrogarci ancora se nei posti di lavoro i diritti costituzionalmente garantiti possano essere esercitati o se vi sia una sorta di extraterritorialità in cui le tutele del cittadino siano affievolite in quanto lavoratori dipendenti. Da parte mia continuerò a battermi – in qualsiasi ruolo – per migliorare le condizioni materiali, di salute e di sicurezza dei lavoratori
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